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Sono nato a Genova il 27 aprile del 1954. Mio padre lavorava in porto, era un camallo, mentre mia madre, casalinga, era di origine contadina, veniva da una famiglia della Val Trebbia.
Il mare e l’entroterra sono rimasti due percorsi obbligati della mia vita: da una parte la realtà del porto con tutte le suggestioni che portava con sé (i paesi lontani, gli odori che mio padre aveva addosso al suo rientro la sera, le lotte politiche della Compagnia Unica), dall’altra la terra, il cibo, l’abitudine a vivere con poco.
Ho frequentato le scuole a Genova, prima le medie al Doria, in seguito il Liceo scientifico statale Cassini. Mi sono laureato in ingegneria elettronica e ho lavorato nel settore ricerche e sviluppo di Elsag. Progettavo computer e sistemi informatici avanzati. Ho iniziato a occuparmi attivamente di politica a sedici anni. In realtà, l’ho respirata da sempre in casa: i miei genitori erano due “militanti”. Uno dei primi echi di questa partecipazione che io mi ricordi è il racconto di mio padre degli scontri di piazza del 30 giugno 1960. Un evento che poi rimase storico.
Facevo lavoro politico nel mio quartiere, Quezzi, e naturalmente a scuola: entrai al liceo nel 1968.
Nel 1981, a 27 anni, sono diventato consigliere del Comune di Genova, quando era sindaco Fulvio Cerofolini. In seguito sono entrato in giunta prima come assessore e poi come vice-sindaco e sindaco (1990-93).
Fin dal mio primo incarico, mi sono adoperato per rilanciare la città, duramente colpita dalla chiusura di alcune delle maggiori aziende di Stato. Nel 1987 sono andato a visitare l’Acquario Nazionale di Baltimora, creato da Peter Chermayeff. È nato così il progetto di recupero del Porto Antico di Renzo Piano e dell’Acquario di Genova, realizzato dallo stesso Chermayeff: dal 1993, anno di apertura, a oggi l’Acquario ha totalizzato 20 milioni di visitatori.
Nel 1996 sono stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste dell’Ulivo. È iniziato allora uno dei periodi più interessanti della mia vita politica, la nascita di un progetto ancora attuale e che ha dato vita al primo governo di Romano Prodi, di cui sono stato ministro dei trasporti e della navigazione dal 1996 al 1998. Per più di due anni i miei “colleghi” sono stati, tra gli altri, Giorgio Napolitano, Beniamino Andreatta, Anna Finocchiaro, Livia Turco, Carlo Azeglio Ciampi, Pier Luigi Bersani.
Rieletto alla Camera nella successiva legislatura, nel 2001, ho continuato a impegnarmi per la Liguria con numerosi provvedimenti approvati in differenti leggi finanziarie. Il 2005 è l’anno del “ritorno” a Genova con l’elezione a presidente della Regione Liguria.
E ora è partita la sfida per la riconferma.
Claudio Burlando
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