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Scritto da Staff
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Venerdì 05 Marzo 2010 16:47 |
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Quando alla Asl 1 hanno saputo di essere finiti nel libro “Mediocri”, di Antonello Caporale (pubblicato nel 2008, edizioni Baldini Castoldi Dalai), gli deve essere venuto un colpo. Dimezzare la spesa farmaceutica, migliorare il servizio ai cittadini, e finire tra gli sprechi di Alitalia e i buchi in bilancio di Tirrenia? Poi il sospiro di sollievo: l'esempio della Asl 1 era citato tra gli esempi virtuosi, nel capitolo intitolato “L'Italia veloce”, che elenca alcune realtà di eccellenza nel panorama italiano della scuola, della ricerca e della sanità.
La storia è semplice: nel 2006 i dirigenti dell'Azienda sanitaria imperiese si sono resi conto che acquistare farmaci e materiale sanitario applicando il “nomenclatore”, il listino nazionale imposto dal Ministero, costava molto di più che non facendo della gare d'appalto, che inoltre avrebbero consentito l'accesso a materiale di ultima generazione non previsto dal tariffario ministeriale.
Risultato: nel giro di cinque mesi hanno tagliato i costi del 52%. Non solo: la distribuzione diretta, insieme ai bandi di gara per i medicinali più costosi, ha permesso di avere un servizio di eccellenza, con distribuzione dei farmaci a domicilio. Un sistema nettamente più efficiente e decisamente meno costoso. Già nel 2006 i primi risultati: se in Liguria la spesa media per i farmaci era di 234 euro, nella Asl 1 era scesa a 198 euro. Un risparmio di diversi milioni da investire in altri servizi. Nel frattempo quel modello è stato esportato in tutta la regione. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 23:13 |
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