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Franco Bonanni, direttore dell'Agenzia regionale della Sanità, come nasce questo progetto? «Il progetto nasce da una collaborazione tra le giunte regionali di Liguria e Toscana. Nel 2002 la Toscana aveva individuato la scuola superiore Sant'Anna come luogo di “best practice” e punto di riferimento per la qualità delle Asl». Una sorta di metro di valutazione? «Sì, un luogo dove trovassero spazio le migliori pratiche sanitarie, che rappresentano degli indicatori, dei riferimenti per le altre strutture».
Nel 2008 l'accordo con la Toscana per applicare questo metodo anche in Liguria. «Abbiamo contribuito a migliorare il sistema di valutazione, inserendo nuovi indicatori sanitari o modificandone alcuni. Ora sono 95». Un esempio di “buona pratica medica”? «Operare le fratture al femore entro 48 ore, oppure effettuare le appendicectomie in day surgery».
Il progetto prevede anche la valutazione di un comitato internazionale creato ad hoc: «Abbiamo istituito un gruppo di esperti internazionali che valutano il metodo – spiega Bonanni – ne fanno parte il viceministro dell'Ontario, il responsabile della Sanità della Catalogna e un docente della London School of Economics». I costi di questo comitato? «Hanno aderito gratuitamente: sono venuti in Liguria due volte e ci siamo limitati a rimborsare loro il biglietto aereo».
Ma come sapere se quello che fate è apprezzato dai cittadini? «Una delle parti principali del progetto è monitorare la percezione della qualità. Nel 2009 lo abbiamo fatto attraverso 2100 interviste telefoniche». Qualche sorpresa? «No, però dati importanti sì: ad esempio è emerso che l'80% dei cittadini che hanno chiamato il Cup, il centro di prenotazione sanitaria, hanno ottenuto l'esame entro 15 giorni». Misurare la qualità dei servizi Asl e ospedalieri con un metro comune a Liguria e Toscana: quali ricadute dirette sugli utenti? «Intanto si uniforma in meglio il servizio, anche perché i parametri che monitoriamo sono quelli sulla base dei quali vengono valutati i direttori sanitari, che non devono rispondere solo dei “conti”, ma anche della qualità del servizio. Questo sistema ci consente di “dare i voti” in maniera scientifica». Un sistema che sembra funzionare, tanto che dopo la sperimentazione di Liguria e Toscana si sono accodati anche Piemonte, Valle D'Aosta, Marche, Umbria e Provincia di Trento. «La scorsa estate il viceministro Fazio ci ha chiesto di presentare questo progetto a tutte le regioni d'Italia, che nei prossimi mesi cominceranno ad applicarlo su scala nazionale».
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