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Scritto da Staff
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Mercoledì 03 Febbraio 2010 17:07 |
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Si chiamerà Michele, e dovrebbe nascere tra pochi giorni. E’ il figlio di Daniela Caracciolo, genovese, 35 anni, esperta di biodiversità, impiegata all’Agenzia regionale di protezione ambientale. Che ad un figlio aveva pensato da tanto tempo, ma che solo oggi può, in qualche modo, permettersi.
“Mi sono laureata in scienze naturali nel febbraio 2000 - racconta Daniela - dopo la laurea ho fatto il master in biodiversità e conservazione ambientale. Ma non ho mai trovato un’assunzione vera e propria. Ho preso a lavorare per la Regione prima con prestazioni occasionali, poi con collaborazioni coordinate e continuative, e ancora con la partita Iva e i contratti a termine… del precariato mi sono fatta tutta la gamma”, sorride. Intanto, il fidanzamento e la convivenza: ma il suo “lui” è un artigiano, un lavoratore autonomo. E per fare un figlio ci vuole qualche sicurezza in più. Che è arrivata più o meno nei giorni di Natale 2008.
Davvero un bel regalo per Daniela. “Almeno uno di noi due aveva bisogno di un contratto a tempo indeterminato - racconta - altrimenti non era pensabile sperare di avere un figlio. Sono stata stabilizzata dalla Regione, ora lavoro nel nucleo biodiversità dell’Arpal“. E ora Michele non è più un desiderio lontano, un sogno che non ci si può permettere, ma una bellissima realtà. |
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