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Scritto da Staff
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Mercoledì 10 Febbraio 2010 21:00 |
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Giansandro Rosasco non ha in tasca nessuna tessera di partito, ma una carta d'identità che ne certifica la residenza a Moconesi, nel cuore della Valfontanabuona. È il portavoce del comitato a favore del tunnel tra Cicagna e Rapallo (uno dei pochi comitati “pro” infrastrutture esistenti nella nazione della sindrome di Nimby).
«Speriamo che le discussioni di questi giorni – dice, esasperato, Rosasco – portino a qualche risultato. Davvero non ci spieghiamo perché il governo abbia perso così tanto tempo. Questa è un'opera attesa da undici sindaci di qualsiasi partito e qualsiasi colore, da tutti i cittadini della zona, persino dagli ambientalisti, visto che la strada porterebbe via il traffico da molti centri abitati».
C'è chi sostiene che il tunnel non sarebbe una prorità per la Liguria. Giansandro Rosasco risponde così: «Sì, ci hanno accusato di volere un'opera inutile, per permettere a noi della Fontanabuona di andare a fare il bagno a Rapallo. Ma il tunnel sarebbe un'ancora di salvezza soprattutto per gli imprenditori fontanini, strozzati dalla crisi e dalle difficoltà logistiche».
Il comitato pro-tunnel, dati gli sviluppi dell'ultima ora, ha accettato di attendere almeno il 10 marzo prossimo prima di andare ad Arcore e incatenarsi ai cancelli della villa del premier Silvio Berlusconi. Era atteso anche lui, a Genova, in largo Jurse, per la posa della prima pietra del Terzo valico. |
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