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Non solo cibi esotici, ma anche abbigliamento, arredamento, oggetti di uso comune e artigianato di ogni tipo: sono sempre di più i prodotti fair, "buoni e giusti", che tengono conto dei diritti di chi li fa e dell'impatto che hanno sull'ambiente. Di commercio equo-solidale, e di chi lo porta avanti in Liguria, si parlerà al Teatro Modena di Genova Sampierdarena in un incontro organizzato per sabato 20 febbraio alle 17. Oltre al candidato presidente della Regione Claudio Burlando, ci saranno esponenti della rete "equa", produttori, gruppi di acquisto, negozianti e persone impegnate nell'import-export.
All'inizio fu il caffè. Con lo zucchero di canna. Ma dai primi anni Novanta ad oggi i prodotti equo-solidali sono diventati parte della quotidianità di molte persone. E non solo perché, con l'avvento dell'euro, quei prezzi un po' al di sopra della media hanno iniziato a fare meno effetto, ma per anche grazie a una diffusione sempre più capillare della rete di vendita. In sostanza, dall'acquisto dettaglio, si è passati anche alla grande distribuzione, alle mense scolastiche, ai ristoranti e ai locali.
All'aperitivo-incontro parteciperà anche Neri Marcoré, impegnato in questi giorni sul palco del Modena con Un certo Signor G, produzione dell'Archivolto con regia di Giorgio Gallione. Una rivisitazione rispettosa e originale del teatro canzone di Giorgio Gaber. «Ci sarò perché voglio capire qualcosa di più di questi prodotti - spiega Marcoré - se ci penso ne ho tantissimi in casa, perché li trovo buoni e di qualità, ma non mi sono mai soffermato più di tanto a ragionare sul prezzo e sul sistema che mi permette di trovarli, ormai, anche negli scaffali dei supermercati».
Dalle Botteghe solidali ai discount tedeschi. Ormai si trovano prodotti a marchio fair anche dove meno te lo aspetteresti. Ma c'è "equo" ed "equo", dicono gli addetti ai lavori (e in Liguria c'è anche una legge approvata dalla Giunta Burlando che prova a fare chiarezza e a sostenere l'equo-solidale non posticcio).
«Non saprei valutare se un prodotto è davvero giusto - dice Marcoré - per questo parteciperò all'incontro da ascoltatore. Non sono assolutamente un esperto in materia». Eppure di commercio qualcosa ne sa l'attore-cantante-conduttore-imitatore che, qualche tempo fa, girava l'Italia con uno sketch dedicato ai negozi e ai nomi assurdi che tanto vanno di moda sulle loro insegne. «Mi sono sempre chiesto perché - scherza Neri - un panificio debba chiamarsi Non solo pane e una rivendita di bottoni Non solo bottoni. Di lì ero partito con un monologo su come è cambiato il modo di vendere e comprare nelle nostre città rispetto a quando eravamo bambini».
Forse quando era bambino Neri Marcoré, le Botteghe solidali non esistevano. Ma, in Liguria, hanno iniziato a farsi vedere già una ventina d'anni fa. Dai primi anni Novanta decine di organizzazioni, centinaia di volontari, decine di attività hanno creato una rete del commercio che coinvolge: 18 organizzazioni di commercio equo, di cui 2 importatori, 6 cooperative di cui 2 sociali, e 11 associazioni, prodotti provenienti da circa 200 produttori del Sud del Mondo, localizzati in 70 Paesi, 22 "botteghe del Mondo", oltre 4 mila soci di cui più della metà operativi, 400 volontari, 50 lavoratori e lavoratrici, 20 giovani in servizio civile volontario, oltre 5 milioni di fatturato annuo, 1000 ore annue di interventi nelle scuole, circa 30 mila studenti consumatori di prodotti equosolidali nelle mense scolastiche, oltre 50 convegni ed eventi organizzati e 30 campagne promosse o sostenute all'anno. «Si danno da fare - dice Neri Marcoré - questo conferma ancora una volta uno dei tanti pregiudizi positivi che avevo su questa regione, che adoravo spassionatamente per aver dato i natali ai miei artisti preferiti. Poi capitando spesso qui per lavoro, ho capito perché ci sono tante persone speciali».
Neri , dopo il Dottor G, sarà di nuovo protagonista di una produzione del teatro dell'Archivolto la prossima primavera con Terra padre, un reading basato su scritti di Roberto Saviano. L'autore di Gomorra ha scelto alcuni racconti quasi inediti, di grande impatto emotivo e politico, e ha voluto affidarli alla cura di Giorgio Gallione. Ragazzini che subiscono il fascino del denaro e del male, donne che assistono, combattive e impotenti, alla degenerazione delle loro famiglie, adolescenti che lottano per non finire imbrigliati nel ricatto della camorra. Sul palco insieme a Marcoré ci sarà anche l'attore palermitano Claudio Gioé, visto nei Cento Passi, la Straniera, Piano solo, e le fiction Squadra Antimafia.
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