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E' salito alla ribalta per la sua iniziativa “pro-movida” a Genova, ma Calogero Vitale, uno dei giovani candidati nella lista civica “Noi con Claudio Burlando”, ha da dire molto di più. Lo abbiamo incontrato
«E' una grande opportunità che posso sfruttare, e voglio coglierla». Idee chiare per Calogero Vitale, 25 anni, commesso part-time in un supermercato del Centro storico di Genova, uno dei giovani candidati alla lista civica “Noi con Claudio Burlando”. Vitale la sua ribalta mediatica l'ha già avuta, nell'ottobre scorso, quando tramite Facebook ha organizzato una creativa forma di protesta, radunando alcune centinaia di giovani contro l'irrigidimento delle norme comunali sulla cosiddetta “movida” dei vicoli.
«Sono appassionato di politica da sempre, anche grazie a mio padre che è sindacalista», racconta. La sua candidatura si lega comunque all'evento dello scorso autunno, una protesta contro una amministrazione di centro sinistra. «Non credo abbia senso parlare di destra o sinistra, non c'era nulla di ideologico. Secondo me bisognerebbe lasciarsi un po' indietro queste categorie, se si vuole fare davvero il bene dei cittadini. Comunque ho agito perché ho pensato di avere il dovere di farlo, secondo me Tursi aveva fatto un errore e io ho cercato di correggerlo».
Le politiche giovanili sono al centro delle proposte di Vitale. «Il fatto che la Liguria sia una regione anziana non credo debba farne subire le politiche ai giovani. Noi siamo il futuro, bisogna trovare il modo di tutelare gli anziani, certo, ma anche di progettare il domani». E secondo lui, finora, Claudio Burlando qualche cosa di buono l'ha fatto. «Qualche passo in avanti c'è stato, con la ricerca, l'università, il contributo all'acquisto della prima casa, e anche il fatto di presentare me ed altri giovani alle elezioni significa che ha capito che siamo un punto importante, da prendere in considerazione».
Ma se dovesse venire eletto, quale sarebbe il suo primo impegno in Consiglio regionale? «Di cose da fare ce ne sono tante, ma quella che mi preme di più in questo momento è la questione della liberalizzazione dell'acqua. Il decreto Ronchi ha regalato la gestione dell'acqua ai privati; per fortuna la Regione si è già opposta, ma dobbiamo fare di più e sventare questo attentato ad un bene che deve rimanere pubblico». |